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Ernst Wiechert

Nei suoi primi scritti, Wiechert già rivela una forte coscienza religiosa associata ad una natura introversa. Nei romanzi ''Der Wald'', Il bosco e ''Der Totenwolf'', Il lupo dei morti, rivelò un attaccamento alla natura nella sua purezza e un acuto lirismo nello svolgersi della trama, componenti fondamentali della sua arte narrativa, come risulta palese anche in ''Die Flöte des Pan'' - Il flauto di Pan.

Nel 1938 fu internato per quattro mesi a Buchenwald, da dove uscì vivo ma minato e fortemente provato nel corpo e nell'animo e rimase sotto sorveglianza stretta fino alla fine della guerra. Dal 1948 si trasferì in Svizzera dove raccontò questa parte della sua vita in ''Der Totenwald'' - La selva dei morti e ''Missa sine nomine'', raccontando della sua volontà di ritirarsi dal mondo.
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